Dalle alture di Faeto, nelle giornate limpide, la valle del Celone si vede tutta: i boschi, i campi di grano e più in basso due gruppi di case, Castelluccio Valmaggiore e Celle di San Vito. Il torrente che dà il nome alla valle nasce presso il monte San Vito, a circa mille metri, e dopo una settantina di chilometri arriva nel Candelaro.
Questi tre paesi hanno avuto per secoli lo stesso destino. Dal 1440 formavano la baronia della Valmaggiore, passata a famiglie come i Carafa e i Caracciolo, e solo all’inizio dell’Ottocento, con la fine del feudalesimo, ciascuno è tornato a essere un comune autonomo.
Eppure sono diversissimi. Castelluccio è nato attorno a un castello bizantino e parla un dialetto dell’Italia meridionale. Celle e Faeto, a pochi chilometri, parlano invece una lingua arrivata dalle Alpi più di sette secoli fa. È questa la ricchezza della valle: tre identità vicine, che si possono scoprire in una sola giornata.
Per visitarle sul posto c’è il percorso «I tre borghi della Valmaggiore» di TechTour, con la visita guidata e l’audioguida di ogni tappa.
Fonti: voci «Castelluccio Valmaggiore», «Celle di San Vito» e «Faeto» di Wikipedia in italiano.

