Castelluccio Valmaggiore · Celle di San Vito · FaetoMonti Dauni, Puglia

Veduta di Faeto tra i boschi dei Monti Dauni
Faeto · Foto: NicksonFF, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Valle del Celone Experience

L’anima della Daunia

Tre borghi, un’unica valle: Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito e Faeto raccontati come una sola destinazione, tra storia, lingua, boschi e sapori.

Capitoli

Tre borghi, un’unica destinazione

Veduta di Castelluccio Valmaggiore con la torre sulla sommità del borgo
Foto: ALC, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Torre e sentieri

Castelluccio Valmaggiore

Il borgo nato attorno al castello che i Bizantini costruirono verso l'anno Mille, Castrum Vallis Maioris, per sorvegliare l'alta valle del Celone. Del castello resta la torre, alta venti metri, al vertice di un paese che aveva la forma di un triangolo chiuso da case fortificate e da due porte. Ai piedi del Monte Cornacchia, Castelluccio è il punto di partenza naturale della valle, con il Museo della Valle del Celone e un calendario di feste che va dai falò di San Giuseppe alla Sagra della Pasta a Mano.

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Panorama di Celle di San Vito tra i boschi dei Monti Dauni
Foto: Marigeno88, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lingua e tradizione

Celle di San Vito

Il comune meno popolato della Puglia, a 726 metri tra i boschi. Il nome ricorda le celle dei monaci benedettini di San Nicola, dove alla fine del Duecento trovarono casa famiglie francoprovenzali arrivate da Lucera. Da allora qui si parla una lingua nata sulle Alpi: si entra in paese dall'Arco dei Provenzali e il museo della civiltà contadina custodisce circa duemila oggetti della vita dei pastori e dei contadini.

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Veduta panoramica di Faeto
Foto: NicksonFF, Public domain, via Wikimedia Commons

Boschi e sapori

Faeto

Il paese dei faggi, tra gli 800 e gli 866 metri, tra i più alti della Puglia. Con Celle forma l'unica minoranza francoprovenzale dell'Italia centro-meridionale, tutelata dalla legge dal 1999. Alle sue spalle si apre il bosco di faggi e cerri dove pascola il maiale nero, da cui nasce il prosciutto di Faeto, prodotto tradizionale celebrato ogni prima domenica di agosto. Nel centro, la Casa del Capitano ospita il museo che racconta l'alta valle.

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Fino ai primi del Novecento, a Faeto e a Celle di San Vito, si parlava quasi soltanto il francoprovenzale: una lingua arrivata dalle Alpi più di sette secoli fa.

Dal racconto «Una lingua arrivata dalle Alpi»

Sul posto

La guida in tasca: TechTour

Luoghi, percorsi, audioguide in italiano e in inglese, realtà aumentata e i QR dei totem nei borghi. Funziona già dal browser del telefono, e arriverà anche come app.